(‘’The Floating Piers’’, l’opera galleggiante dell’artista bulgaro-americano Christo Vladimirov Yavachev, allestita sul lago d’Iseo fra il 18 giugno e il 3 luglio
2016. Foto di Anja Puntari) 

L’arte ha spesso avuto l’incredibile capacità di anticipare i tempi. L’arte contemporanea, in particolare, può fornire utili spunti di pensiero per allargare i nostri orizzonti, per aiutare a sviluppare organizzazioni più agili che meglio corrispondano ai nostri tempi e per sapere come allenare a gestire meglio le emozioni.[…]

[…]L’arte ha un potere trasformativo nello sviluppo delle organizzazioni. Aumenta livelli di conoscenza, dà fiducia, rafforza il capitale relazionale, offre spazio alla creatività e offre coraggio nella ricerca di soluzioni nuove.[…]

[…]Gli artisti hanno la capacità altamente evoluta di trasformare la conoscenza tacita e implicita in esplicito, attraverso le proprie opere. Si avvalgono di modus operandi che attivano anche l’emisfero destro del cervello per immaginare soluzioni nuove. Pensano in modo visivo, usano il corpo come fonte per creare. Il pensare artistico consiste, inoltre, in un uso attivo della conoscenza emotiva e nella capacità di trasmettere emozioni agli altri. Infine, l’attività artistica si basa sul tollerare di stare

nell’incompiuto, sull’uso dell’inconscio e sulla consapevolezza che queste enormi risorse ci vengono in aiuto quando serve, lasciando alla mente il tempo necessario per produrre soluzioni ai problemi in atto.

 

Ecco allora un elenco esemplificativo dei comportamenti che gli artisti contemporanei praticano attivamente:

  • immaginare quello che ancora non esiste;
  • pensare con le mani, gli occhi e il corpo;
  • lasciarsi coinvolgere dall’emozione per trovarsi nello stato di flow;
  • assemblare e rendere visivo;
  • coltivare la dimensione estetica in tutto quello che si fa;
  • dare ascolto all’intuizione e usufruire delle risorse dell’inconscio;
  • essere sensibili e trasmettere emozioni;
  • mettere in discussione norme e regole vigenti.

 

Allora a cosa serve portare queste abilità all’interno delle organizzazioni contemporanee? Dal punto di vista dell’innovazione e della competizione, attraverso un approccio artistico, gli asset intangibili dell’organizzazione diventano riconosciuti e in questo modo è possibile lavorare con il vero potenziale dell’organizzazione nel campo della knowledge economy.

Esistono una serie di possibili e utili collegamenti tra il mondo dell’arte contemporanea e dell’impresa che si declinano in modo plastico e osservabile nei comportamenti del fare artistico, dalla cui applicazione l’impresa può trarre beneficio nel fare business. Esiste poi un ponte solido ma invisibile costituito dalla dimensione emotiva che gli artisti praticano con naturale inclinazione e verso cui le imprese si rivolgono con sempre maggiore decisione per creare valore di carattere intangibile.

La mia esperienza di artista che lavora come business coach sia nelle PMI sia nelle multinazionali, mi ha dimostrato spesso come le competenze e i comportamenti che gli artisti dominano sono scarsamente praticati o addirittura assenti nelle organizzazioni. Se le persone padroneggiassero meglio queste competenze, i livelli di performance potrebbero probabilmente migliorare.

 

Traslare, quindi, competenze e conoscenza dal mondo dell’arte al mondo del business può produrre nuove possibilità per innovare e nuove strategie comportamentali per affrontare con successo un futuro sempre più complesso.

 

(Estratto tratto da “L’arte contemporanea nell’impresa per imparare a gestire le emozioni” di Anja Puntari per “Sviluppo&Organizzazione, n.279, Dicembre 2017, Edizioni ESTE) 

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